Se c’è una cosa che ho capito diventando madre è che questo, senza alcun dubbio, è uno dei lavori più sottovalutati al mondo. E non è
cosa da poco, perché credo sia uno dei più importanti. Come madri stiamo crescendo quello che sarà il futuro, la prossima generazione. Stiamo crescendo esseri umani che sarebbe meglio diventassero delle buone persone, un giorno, poiché sono coloro che ci aiuteranno a cambiare il mondo! (E, di questi tempi, potremmo averne davvero bisogno).
Una madre porta sulle sue spalle molta pressione, è un super eroe multitasking che spesso riceve poco o, addirittura, nessun aiuto.
Quando ho dovuto prendere una pausa dal lavoro per stare a casa con il mio primo figlio (e dopo soli 20 mesi il secondo) mi è capitato spesso di sentirmi dire: “Ah ok, sei SOLO una mamma casalinga, buon per te!”. Detto con sufficienza, poco interesse e continuando la conversazione
come se nulla fosse. Quello che più mi ha sconvolto di questi episodi è che il più delle volte sono state altre donne a rivolgermi questa frase. Madri che lavorano a tempo pieno. Le stesse che hanno iniziato a lavorare solo 3 settimane o pochi mesi dopo il parto.
Sono quasi sicura che se avessero avuto il giusto sostegno per rimanere a casa con i loro bambini avrebbero colto questa opportunità.
Non avrebbero dovuto caricarsi il senso di colpa per non essere in grado di fare SOLO le mamme per quel momento della loro vita, ed essere in pace. Questo mi spezza il cuore. Una madre che vorrebbe SOLO avere la possibilità di rimanere a casa e prendersi cura del suo neonato.
I piccoli hanno bisogno della loro mamma e noi abbiamo bisogno di poterci essere. Sarò sincera, questo argomento mi tocca profondamente.

La vita a volte assomiglia ad una gara tra adulti che competono tra loro per il titolo di “chi sta avendo una vita migliore” e credo che i nostri figli stiano soffrendo a causa di questo. A soli 3 mesi, ma spesso anche prima, vengono lasciati all’asilo nido o con la baby-sitter per molto tempo. Mamme lavoratrici, sappiate che vi rispetto molto e per favore non fraintendete quello che sto dicendo.
Il mio unico interesse è quello di far emergere un bisogno troppo importante: la nostra società dovrebbe sostenerci molto di più nei primi anni di vita dei nostri figli, così come negli ultimi. Avere l’opportunità di lavorare ma anche essere in grado di dare ai nostri figli il nostro tempo. Se avessimo più donne in politica, con incarichi importanti al governo e nella gestione della nostra società, credo fermamente che ciò si potrebbe realizzare. Come donne siamo naturalmente più forti degli uomini: siamo in grado di destreggiarci meglio e sappiamo essere multitasking.

Come molti di voi già sanno, io vengo dall’Islanda. Un paese dove le madri ottengono molto supporto in confronto a molti altri Stati.
Solitamente una mamma sta a casa per i primi 9 mesi di vita del suo bambino e le è garantito uno stipendio, seppur minimo. La cifra che riceve dipende comunque dalla posizione, dallo stipendio stesso o dal fatto che stia ancora studiando. Purtroppo, la maggior parte delle volte questo denaro è molto lontano dall’essere sufficiente per mantenere a galla una famiglia, ma è pur sempre qualcosa. Ci sono le possibilità per migliorare e spero che nel prossimo futuro si riescano ad ottenere maggior supporto finanziario e migliore sostegno emotivo.
Sono sicura che quasi ogni madre vorrebbe rimanere a casa con il suo neonato, almeno per i primi 9 mesi della sua vita e prepararsi piano piano al rientro al lavoro. Il fatto che ciò non sia possibile mi fa credere che ci sia qualcosa di molto sbagliato nel nostro sistema.
La maternità è un’attività multitasking costante e la nostra mente non si riposa mai. Ci sentiamo sempre colpevoli e se qualcosa va storto
diamo la colpa a noi stesse. Tutto questo può essere emotivamente faticoso. Poi, naturalmente, è anche un lavoro meraviglioso perché amiamo i nostri figli così tanto che ogni singolo momento diventa qualcosa di unico e speciale anche se quasi tutti i giorni sembrano essere uguali. Inoltre penso che dovrebbero essere pagate e sostenute le maternità precoci. Sono poi certa che semmai fossero gli uomini a doversi prendere cura dei loro bambini e dovessero allattarli, avrebbero molto più tempo dal lavoro sia per recuperare che per passare del tempo con loro. Se le madri, e le famiglie in generale, avessero più sostegno da parte della nostra società, credo fortemente che il mondo sarebbe un posto migliore. I bambini sarebbero più felici prima di tutto perché lo sono anche le loro mamme. Potrebbero permettersi di essere orgogliose del SOLO essere madri casalinghe e non si sentirebbero costantemente giudicate per questo. Di conseguenza i padri sarebbero soddisfatti e tutta la famiglia vivrebbe in pace e a proprio agio. Ne gioverebbe in tranquillità l’intera atmosfera familiare.

Essere una giovane famiglia è faticoso. Lo si diventa con poco o nessun sostegno; si comincia una nuova vita e, da madri e padri, vi scoprite persone completamente nuove. So bene che tutto questo è così da generazioni, quindi per noi adattarsi dovrebbe essere naturale. In molti casi è così, ma a volte no e non dovrebbe esistere vergogna associata a questo…siamo umani. Anche per coloro che riescono ad adattarsi naturalmente a questo cambiamento e vivono beati nel loro nuovo ruolo, la genitorialità può essere comunque uno shock e richiede molto supporto. Durante questo periodo è estremamente importante che i nuovi genitori siano la roccia l’uno dell’altro; ora questa piccola
persona è vostra e la responsabilità ricade su entrambi.
E’ molto importante rimanere uniti e sostenersi a vicenda. Se vedi costantemente il tuo partner impegnarsi, allora ti sentirai meglio, ancora più amata e così sarà anche per il vostro bambino. Ricordati che nonostante sia ancora piccolo egli capisce ogni emozione presente
in casa.
Questo argomento è molto delicato, ma unisce i cuori di molte mamme. Ho sentito che era il momento di aprirmi a questo tema, in assoluta libertà e senza alcun giudizio. Basta semplicemente provare a sostenersi a vicenda senza timore di critiche, fare piccoli ma importanti passi per rendere il nostro mondo, e quello dei nostri figli, migliore. La domanda è: cosa possiamo fare per realizzare questo cambiamento??
Love, JM
@Photo, www.mamafedona.com

