BENVENUTA NADAR NELLA FAMIGLIA MOTHER’S SPELL

Ciao! Mi chiamo Nadar Alizadeh, sono una mamma di 29 anni e vivo negli Stati Uniti.
Sono davvero onorata di iniziare a scrivervi grazie a Johanna e Mother’s Spell! Ho conosciuto Johanna ad un fantastico raduno chiamato Aniwa, durante il quale gli indigeni più anziani arrivano da tutto il mondo per condividere la loro saggezza e i loro messaggi al fine di guarire noi stessi e la nostra Madre Terra. È stato davvero magico essere in contatto con così tante persone consapevoli che condividevano alcuni dei miei stessi obiettivi! È una benedizione far parte di una piattaforma dove posso condividere con tante altre bellissime mamme le mie verità ed il mio viaggio nella maternità.

EDiventare madre otto anni fa è stata la cosa migliore che potesse capitarmi. Essere madre di 4 bambini, di 7, 6, 3 anni e uno di 6 mesi, significa che sono stata incinta ed ho allattato per più otto anni di fila! Quando finirò di allattare mio figlio saranno dieci anni di allattamento al seno. Dire che questa esperienza è stata come le montagne russe è scontato.

La maternità è come essere in una tribù che nessuno può davvero comprendere dal di fuori. Allevare dei figli è un lavoro davvero importante! Ogni giorno imparano e crescono moltissimo, e così noi come mamme. È un regalo speciale che si porta dietro un’immensa responsabilità, devozione e perfino dolore! Essere madre è uno dei lavori più sottovalutati che ci sia, ed è proprio un peccato dal momento che siamo noi che formiamo il futuro. Come madri, esorto tutte noi a fare meglio nel supportarci, incoraggiarci e sostenerci a vicenda. Mi sono impegnata a dedicare tutto il resto della mia vita ad aiutare le mamme e le famiglie in ogni modo possibile.

Sono una doula del parto e postparto, così come una personal chef vegana. Il lavoro della doula è fondamentale perché troppe donne non vengono accudite o nemmeno ascoltate. Molte donne non ricevono il supporto necessario durante uno dei periodi più importanti e di cambiamento delle loro vite! Per me è fondamentale che le madri inizino la loro esperienza sentendosi forti, amate, supportate e rispettate. Il loro ruolo nella comunità è davvero grande, ma allo stesso tempo molto trascurato, non rispettato, e io voglio contribuire a cambiare tutto questo! Amo anche il mio lavoro come chef vegana perché posso constatare da subito come ciò che ingeriamo abbia degli effetti diretti su come ci sentiamo, siamo, e viviamo! È davvero una cosa magica aiutare le persone a nutrirsi e ad essere soddisfatti dei loro risultati. Il cibo è fondamentale per vivere, ed il fatto di entrare in contatto le persone ed aiutare allo stesso tempo il nostro ambiente, è impagabile! Mi piace scrivere di tanti argomenti diversi, come i rimedi naturali ed olistici, gravidanze e parti naturali, i compiti della doula, lo stile di vita vegano e l’homeschooling con una grande famiglia!

Non vedo l’ora di mettermi in contatto e condividere con voi tanto altre cose sulla maternità. È davvero bello essere in grado di creare una comunità di persone per crescere i figli, e nel mondo virtuale di oggi c’è molto che possiamo fare attraverso questi schermi. Sono contenta di far parte di questa community, e spero che tutte voi possiate trovare supporto attraverso i miei posts. Per favore sentitevi libere di scrivere qui sotto quali argomenti volete che tratti. Stay tuned, perché a breve vi darò un’introduzione

Il Pastificio di Irma

Avevo molta curiosità prima di arrivare al pastificio di Irma in una zona centrale a Milano, un mix di curiosità e stupore per conoscere una ragazza che, giovanissima, si è messa a fare un lavoro antico e faticoso, ma proprio per questo bello e importante. Dietro Corso Vercelli, in via Mauri, si entra nel laboratorio/negozio di Irma, ma sembra di entrare nella cucina della nonna, coccolati tra profumi e aromi che ricordano i pomeriggi di quando si era piccoli.

Francesca, questo il nome della nostra amica che ha però mantenuto il vecchio nome Irma, ci confida che è la sua prima intervista un po’ timorosa ma non è restia raccontarci tutto di se, una vita vissuta in costante movimento e grandi aspirazioni, proprio le caratteristiche ci servono per “stendere” bene col mattarello in mano.

1. Ciao Francesca, sono molto curiosa di sapere tutto di te. Come hai iniziato ed hai deciso di fare questo lavoro?

Mamma mia… sono sempre stata legata al mondo del cibo, ho studiato all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ed ho dovuto anche imparare a cucinare perché a casa mia non cucinava nessuno, o imparavo io o si mangiavano sempre e solo cibi surgelati. Dopo l’università ho iniziato a lavorare nella ristorazione, ma in ufficio e quello non era il mio posto, mi piaceva stare con le “mani in pasta”. Aprire un pastificio è sempre stato il mio sogno.

2. Di dove sei, dove hai vissuto?

Sono nata a Roma, ho vissuto nella Langhe 4 anni e poi son venuta a Milano. Un gran girovagare. A Milano ho conosciuto Fabrizio e con lui è nata Agata. Proprio la nascita di mia figlia mi ha dato la spinta a fare qualcosa di diverso e costruire qualcosa di concreto per lei, visto che adesso siamo sole io e lei.

3. Da dove nasce la passione per la pasta fresca?

Perché non volevo fare le cuoca e non mi è mai interessato avere un ristorante ed essere chef. Volevo essere artigiana, fare un mestiere antico e riportarlo in auge facendolo come una volta, senza macchinari strani o tecniche moderne. Qui in laboratorio usiamo soltanto un’impastatrice e una sfogliatrice, tutto il resto viene fatto a mano come una volta, giorno dopo giorno. Ho imparato a Londra a far la pasta, in un momento in cui volevo cambiare la mia vita. Ero a Londra ed ho imparato li. Ho finito l’Università, son venuta a lavorare a Milano, ma dopo il primo stage ho deciso di andare a Londra e lì sono andata a lavorare in un pastificio di italiani a Shoreditch.Sapevo già impastare, ma lì ho imparato cosa vuol dire farlo ad alti ritmi. Poi però l’esperienza londinese non è andata bene, un po’ per il clima e un po’ per la città e quindi son tornata in Italia a Milano monitorando posti dove poter aprire un pastificio.

4. Il tuo è un laboratorio di pasta fresca, con annesso il punto vendita. Come nasce la tua idea, il tuo progetto.

Monitoravo sempre le varie possibilità, come già detto, ma per me rimaneva più un sogno quasi irrealizzabili. Lavoravo (preferisce non dire dove) e non mi trovavo neppure male. Mi stavo però separando da Fabrizio ed è arrivata questa occasione. Son venuta a vedere il negozio e senza soldi in tasca ho firmato il compromesso…[ride ricordando il momento]…poi sono riuscita ad ottenere il mutuo e adesso ho la mia attività. Adesso è mio. Il lavoro c’è, la richiesta c’è ed è molta, infatti sto pensando di aprire nuove attività. Ho un cuoco, Michele, che mi prepara i ripieni. E’ un carissimo amico : Lo chiamai alle 3 di notte il giorno in cui ho firmato il compromesso dicendo “Ho fatto una cazzata non ho soldi e ho firmato per il negozio”. Michele non ha esitato e mi ha detto “Soldi non ne ho ma se vuoi mi licenzio domani e vengo a lavorare per te”, così è stato.

5. Da quel momento hai composto il tuo staff e avete iniziato a lavorare. Come è stata e come è la risposta dei clienti?

Molto buona, da subito le cose sono andate molto bene. Offriamo prodotti freschissimi e innovativi, ma come li faceva la nonna o la mamma. Quando vengono alcuni clienti anziani a mangiare i tortellini spesso mi fanno i complimenti dicendomi “Sono di Modena e mia mamma li faceva proprio così”. E’ per questa riconoscenza che faccio questo lavoro, vedere le persone contente.

6. Invece i giovani come si approcciano a questi gusti e sapori che sanno un po’ di passato?

Sono tantissimi i giovani che comprano i nostri prodotti, le nuove generazioni sono abituate a queste nuove attività e riscoperte di antichi lavori. Sono più gli anziani a chiedermi “Ma se Lei è laureata perché fa questo lavoro?”. [risate] Si sorprendono che io mi sia messa a fare la sfoglina.

7. Bene Francesca, la tua attività è in piena crescita e il lavoro di certo non manca. Come credi si evolveranno le cose e che progetti hai?

Allora…ho iniziato a Ottobre combattendo la “battaglia” di Natale, tra Cenoni, cene e regali, ma uscendone viva. Con la bella stagione abbiamo iniziato a proporre i pranzi, sarà quindi la novità di far mangiare subito quello che produciamo. Una sfida molto allettante e difficile.

Spero entro il 2020 di individuare un nuovo locale dove realizzare un nuovo pastificio, sempre con il laboratorio per la produzione in proprio dei prodotti. Voglio che si veda sempre la produzione della pasta, che quello che proponiamo è un prodotto fatto a mano, dove viene comprato ma anche fatto dove viene consumato. Direttamente nel laboratorio. E’ la mia passione non posso farci niente.

Love, JM

ANIWA GATHERING II

“E’ con immensa gioia che siete invitati al raduno Aniwa.

30 anziani delle tribù indigene, provenienti da tutto il mondo, si riuniranno in un luogo splendido immerso nella natura, un’ora e mezza a nord di New York.

Le date, nelle quali verranno offerte la loro antica saggezza e cultura, saranno il 14, 15 e 16 settembre.

300 partecipanti prenderanno parte a sacri cerimoniali, laboratori e workshop, musica e danze. Ascoltare gli echi di voci ancestrali risveglierà connessioni sempre più profonde con noi stessi e con chi ci circonda. Crediamo fortemente che questo incontro possa portare una grande trasformazione e ispirerà i partecipanti ad essere parte attiva nel cambiamento per la Madre Terra e l’umanità intera.

Gli anziani presenteranno, inoltre, progetti che toccheranno temi quali il trauma infantile e al tempo stesso la guarigione, la permacultura e una vita armonica ed infine la salvaguardia di lingua, cultura e terra sacra.

È un vero piacere poter diffondere questo messaggio in lungo e in largo.

Con tanto amore e gratitudine,

Vivien e JM

MOTHER (MAMMA)

Quando ti ho tenuto tra le mie braccia per la prima volta, mi sono resa conto che per poterti tenere sempre al sicuro sarei stata capace persino di uccidere.

Dentro di me, questa sensazione era così forte che sapevo, ormai, che avrei fatto qualsiasi cosa per proteggerti.

Per tutta la vita.

Quando ti ho annusato per la prima volta, ho scoperto in me un calore e una tenerezza che non avevo mai donato a nessuno, nemmeno a tuo padre.

Nemmeno a me stessa.

Un calore ed una tenerezza che esistono solo per te.

Quando ti ho dato il primo bacio, sulla tua piccola testolina e sul tuo viso, ho sentito scendere una lacrima sulla mia guancia. Finalmente, avevo capito cosa significasse amare qualcuno. Ti amo.

Ed ora ho imparato ad amare tuo padre più di quanto abbia mai fatto prima. Lui mi ha dato te.

Quando hai mosso le tue labbra per la prima volta, ho capito che quel movimento era il modo in cui il tuo piccolo corpo cercava di distendersi. Non vedevo l’ora di sentirti parlare. Ascoltare le tue storie e i tuoi pensieri.

Anche se ora, a volte, penso che parli quasi troppo 🙂

Quando hai aperto gli occhi per la prima volta e hai guardato dritto nei miei, non vedevo l’ora di scoprire e curiosare il mondo, al tuo fianco.

Mostrarti cosa ha da offrire la vita.

Mostrarti la nostra bellissima natura, quando sboccia e cresce.

E fare facce buffe, solo per farti ridere.

Quando hai bevuto dal mio seno, per la prima volta, ho provato una sensazione fortissima. Per la prima volta mi sono sentita una vera donna.

Mi hai donato il lavoro migliore e allo stesso tempo il più difficile che abbia mai avuto, anche se tutto è arrivato in modo naturale. Io e te, eravamo destinati ad essere.

Quando abbiamo camminato insieme, fianco a fianco e mano nella mano, per la prima volta, mi sono sentita orgogliosa di te. Vorrei aiutarti ad imparare a percorrere la tua strada da solo e al sicuro. Ed anche se ora non lo sai, ogni volta che ne avrai bisogno, sarò sempre alle tue spalle pronta a prenderti.

Mi avrai al tuo fianco, sempre.

Ma soprattutto, mi sento immensamente fortunata per aver ricevuto in dono una vita nella quale posso stare al tuo fianco. Posso darti una casa. Posso darti dei vestiti. Posso darti da mangiare. Posso proteggerti. Posso ridere con te senza averne paura. E tu, puoi andare a scuola. Puoi giocare.

Vorrei onorare le madri di tutto il mondo che devono combattere ogni singolo giorno per avere queste cose. Alcune non riescono mai a conquistarle ed altre lottano duramente ogni giorno. Prego e spero che questo, un giorno, finisca.

Nel frattempo farò la mia parte e aiuterò il più possibile. Spero che lo farete anche voi.

Buona festa della mamma ad ogni singola madre là fuori.

Siete magia.

Love, JM

ALL YOU NEED IS LOVE

Il giorno di san valentino sta diventando sempre di più’ un giorno che tutto il mondo festeggia: le coppie escono a cena e si scambiano regali, ad esempio cioccolatini, gioielli , lettere d’amore, champagne e completini intimi sexy.
Fanno una cena romantica con candele, tenendosi per mano e guardandosi profondamente negli occhi.

Personalmente non sono sicura di come vorrei passare questo giorno, mi sentirei a disagio a tenere la mano del mio uomo in un ristorante romantico solo perche è quello che la gente si aspetta e sono circondata da coppie che lo fanno.
Non critico chi lo fa, adoro parlare d’amore e AMO l’idea delle coppie innamorate: pero’ le forzature mi mettono a disagio.
Preferisco una cena romantica a casa.Sono sette anni che sono insieme al mio adorato fidanzato e lui in quel giorno è sempre via per lavoro. Fortunato lui che ha una scusa meravigliosa per stare lontano dalla pressione! E fortunata anch’io,  perché posso passare la serata con le mie amiche o da sola in una vasca da bagno pieno di bolle!

Ci piace essere diversi e celebrare il nostro amore il giorno prima o giorno dopo, giusto per essere da soli.
Forse  sono solo io, ma a San Valentino preferisco passare una serata con le amiche ahahahaha
Forse questa abitudine è nata a New York, dove io e le mie amiche facevamo sempre qualcosa di divertente a San valentino: il nostro gruppo di single a Ny guardava sex and the city, bevendo champagne in pigiama, mangiavamo gelato  e ridevamo finche non ci faceva male, oppure andavamo a ballare e celebravano l’amicizia, un’ altro aspetto dell’amore.
L amore è un sentimento che dovrebbe sempre vivere dentro di noi, sempre e comunque
Amare vuol dire amare gli altri ed essere amati da chi ti ama.
E’ una bellissima celebrazione che purtroppo il commercio sta rendendo sempre più kitsch anno dopo anno.

L’ amore viene dal cuore, si impara a volte in modo difficile. L’amore non puoi solo riceverlo ma devi tenerlo acceso nel tuo cuore, sempre!
Non c’e pero’ bisogno di ricevere amore per sentirsi speciali: importante è amarsi e prendersi cura di sè stessi, essere innamorati della parte più profonda di sè stessi. E chi semina raccoglie!
Che ci importa se l’amore arriva da un bellissimo uomo o da una donna affascinante? l’amore è solo amore, c’è solo bisogno che sia puro.
Trovare il giusto valore nell’amore che ci circonda ; quel momento è la vera cosa da celebrare a san valentino!

Se leggi questo e hai a fianco una persona, spero che trascorrerai un giorno speciale, tenendogli la mano: apri il tuo cuore e condividi qualcosa di magico e pieno di significato con il tuo partner.
Crea un regalo fatto a casa, un regalo con un vero significato.
Se leggi ed in questo momento sei single, spero che prenderai questo giorno per coccolarti e fare qualcosa che ti piace: condividi il tuo amore con persone a cui vuoi bene veramente-l’amore genuino che viene dal cuore può’ creare solo altro bene! Fai un bel bagno rilassante e accendi le candele: mangia cioccolato e guarda un film romantico
E dopo tutto quello che ho detto sopra, una piccola sfida: portate un pezzo di san valentino in tutti i giorni dell’anno.

PERCHÉ MOTHERS SPELL

Se ci pensiamo, ”Mother” ( = madre) è una parola colma di significato. Madre è il nostro pianeta Terra, la nostra natura e la nostra vera Madre. Una Madre ha la capacità di prendersi cura di tutti coloro che fanno parte del suo mondo. Madre Natura fa crescere il cibo per noi, ci dà acqua e fa del suo meglio per farci respirare aria buona e pulita. Ha 4 meravigliose stagioni ed un’infinità di boccioli pronti a schiudersi. Animali che durante l’inverno sono in letargo e che diventano molto vivaci in estate. Ogni stagione regala ai nostri paesaggi colori diversi e nonostante innumerevoli fotografi cerchino di catturare questo spettacolo, sappiamo bene che l’immagine migliore è quella che vediamo con i nostri occhi, quella che porta con sé anche forti emozioni.


C’è una sensazione speciale quando, in autunno, le prime foglie iniziano a cadere a terra. Iniziamo ad indossare comodi vestiti a strati e respiriamo un’aria fresca e frizzante ogni mattina. La luce cala presto e nelle nostre case accendiamo candele o ci scaldiamo davanti al caminetto.

Ed in inverno, all’arrivo della prima neve, bambini ed adulti corrono a giocare su questo manto freddo e scintillante. Quando scendono grandi fiocchi di neve il cielo diventa silenzioso e come per magia cambiano il colore e l’atmosfera che ci circondano.

In primavera, invece, le foglie ricominciano a crescere ed i fiori riempiono i nostri sensi con i loro magici profumi. L’erba si colora di verde ed i ciliegi in fiore ci fanno sentire come se fossimo i protagonisti di un film romantico.

Le lunghe notti estive ci accompagnano con ondate di calore, sole e storie d’amore, vecchie e nuove. I bambini giocano con sabbia e acqua, ci abbronziamo e i nostri capelli si schiariscono. Ci ritroviamo a sorridere più del solito e le persone viaggiano per godersi la natura e il mare.

Se vi soffermate un attimo a pensarci, non vi sembra che tutto questo sia estremamente bello? Lo avete mai fatto veramente questo pensiero? E di conseguenza non posso fare a meno di chiedermi: perché lo stiamo rovinando? Come è possibile che qualcuno voglia che accada? Sembra che ci siamo dimenticati di pensare a questo in modo chiaro, ragionevole e responsabile. Come se ci fossimo dimenticati di tutte le cose buone che ci avevano insegnato a scuola da bambini, ovvero di essere premurosi e di rispettare la natura. Di non buttare la spazzatura per strada e così via. Siate gentili con la nostra Madre Terra, perché ne abbiamo davvero bisogno per sopravvivere.

Gli esseri umani hanno rovinato e troppo spesso dato per scontato questo bellissimo dono che è stato donato loro con la vita: la Madre Terra. Madre Natura.

La vita viene creata continuamente attraverso il potere della natura, e questo, ai miei occhi, appare come un incantesimo, una magia. Ne sono affascinata ed ammirata: è tutto meravigliosamente pensato, dall’inizio alla fine. Ogni piccolo dettaglio ha un significato, uno scopo. È un cerchio creato alla perfezione.

Alcune persone credono che Dio sia una donna ed io sono tra questi, non importa da dove venga veramente e, alla fine, chi sia esattamente. Non fraintendermi, amo gli uomini e ho un grande rispetto per loro in quanto sono molto importanti per il cerchio della vita, ma le donne riescono a fare tutto e nello stesso tempo, quindi Dio deve per forza essere donna.

Le donne portano in grembo i loro bambini e, se ci pensiamo attentamente, è qualcosa di straordinario. Un minuscolo essere umano può crescere e formarsi nel nostro corpo. Dieci piccole dita, piccole unghie, due sopracciglia, due orecchie, due piccole ginocchia..un bambino perfettamente formato che il nostro corpo sa come darlo alla luce naturalmente ma allo stesso tempo con un dolore così forte che nessun uomo potrebbe mai sopportare.

E solamente dopo pochi istanti, questo piccolo bambino sa esattamente come raggiungere e cercare il latte. Il seno della Madre che è cresciuto fino a raddoppiare le sue dimensioni e che, attraverso la suzione del bambino manderà lo stimolo all’utero per iniziare le contrazioni facendolo tornare alle sue dimensioni originali.

Le madri che allattano bruciano anche molte calorie che le aiuteranno a tornare al loro corpo pre-gravidanza (lentamente, senza fretta). 🙂

Durante l’allattamento al seno, viene inoltre rilasciato un ormone in modo che la Madre possa avere più pazienza verso il figlio, pur essendo spesso in completa mancanza di sonno. Madre Natura ha calcolato perfettamente tutto questo molto tempo fa, ma con il nostro stile di vita moderno troppe cose contrastano le routine importanti che dovrebbero esserci all’inizio della vita di un bambino. Egli ha bisogno di essere accarezzato dalla mamma, ha bisogno del suo tocco, del suono del suo cuore e di sentire la sua voce.

Sentirsi amati dalla propria Madre è qualcosa di veramente importante, poiché aiuterà il bambino a diventare una persona forte e indipendente.

Senza le parole “Madre” e “Maternità” non ci sarebbe molto al mondo. La parola mamma è anche sinonimo di conforto e sicurezza. Abbiamo tutti bisogno di sentirci a proprio agio, al sicuro e non smetteremo mai di averne bisogno. Tutte le creature viventi sulla Terra hanno una Madre.

“Spell” ( = incantesimo) fa parte della magia. Credo negli incantesimi e nella magia dal profondo del mio cuore. La vita, in questo modo, mi appare migliore. Diventerai ciò che veramente desideri. Certo, bisogna lavorare duro per ottenerlo, ma poi accadrà e per me questo è come se fosse un incantesimo. Madre Natura e la Madre Terra hanno incantesimi e magie nel loro meraviglioso percorso. 

Senza una Madre ed i suoi incantesimi, che sono l’amore e l’aiuto a crescere e a produrre cibo, non riusciremmo a sopravvivere. Il cervello di un bambino si sviluppa più rapidamente se gli vengono concessi amore, carezze e contatto visivo attraverso la meravigliosa presenza della sua MAMMA.

Questo è solamente il mio pensiero, quello che vivo e in cui credo veramente. E mi sentivo pronta per condividerlo con voi. È così che ho trovato il nome “Mother’s Spell”. Ed è quello che vorrei condividere. Come possiamo semplificare la quotidianità e le nostre vite. Attraverso la sensibilità e l’attenzione a ciò che ci circonda e alle condizioni meteorologiche, possiamo davvero vivere giornate migliori semplicemente attraverso il potere della nostra mente.

Sentitevi liberi di scrivermi i vostri pensieri. Mi piacerebbe davvero conoscerli.

Love always, JM

@Photo, www.mamafedona.com


RAKEL HALLDORSDOTTIR

Una bellissima mamma di cinque bambini, che mi ricorda una fata islandese.

Si esprime in un modo così dolce che credo non abbia mai detto una parola cattiva in tutta la sua vita. Ma dopo aver ascoltato la sua storia ho capito che avevo di fronte una vera e propria vichinga. Si è innamorata a 18 anni. Ha vissuto all’estero, in Italia e a Boston ha studiato all’Università di Harvard mentre stava iniziando a costruire la sua famiglia. E come se non fosse abbastanza, ha aperto anche un negozio bio a Reykjavik con prodotti di agricoltori italiani e islandesi. Sorseggiare del thè insieme, ascoltando le sue storie e le sue avventure, mi ha fatto venire voglia di avere cinque figli. La nostra chiacchierata è durata quasi più di due ore e queste sono le parti che voglio condividere con voi.

Cosa ti ha fatto trasferire dall’Islanda all’Italia? 

Io ed il mio ex-marito ci siamo trasferiti perché in quel periodo lui stava scrivendo e studiando musica. Siamo andati a vivere in una piccola città chiamata Campeggio vicino a Monghidoro, tra Bologna e Firenze ed io sono rimasta a casa con la mia prima bambina, continuando però a dipingere. Dipingevo spesso, in Islanda, quando studiavo storia e scienze politiche all’Università. Abbiamo vissuto per un bellissimo anno in questa graziosa cittadina circondati dalla natura e da un cibo incredibile.

Poi vi siete trasferiti a Boston, cosa facevate lì? 

Io ho frequentato una classe estiva serale ad Harvard. Questo mi ha permesso studiare la sera tardi mentre durante il giorno mi prendevo cura di mia figlia. Ho una laurea in Studi Museali e un Master in Arti Liberali con una specializzazione in storia dell’arte e architettura. Dopo aver vissuto e studiato a Boston per tre anni abbiamo deciso di tornare in Italia e lì, entrambi, abbiamo terminato le nostre tesi. Ci siamo trasferiti a Romola, una frazione vicino a San Casciano, in Val di Pesa, per un anno e mezzo. Abbiamo amato il paesaggio toscano e i suoi vigneti. A quel tempo ero incinta del mio secondo figlio, che è nato in Italia.

Com’è stato partorire in Italia, in un ospedale per te straniero? 

Ho avuto un’ottima esperienza, si sono occupati molto bene di me e mi hanno seguita attentamente anche durante la gravidanza. Fanno molti più test che in Islanda. Ogni mese gli esami del sangue e davvero ogni tipo di test.

Hai avuto qualche complicazione durante le tue gravidanze? 

Beh, mi sono sempre sentita bene in gravidanza, piena di energie e molto attiva ma c’è un’intera storia su mio figlio Halldor, dopo la sua nascita.

Mia mamma era arrivata in Italia per aiutarci un pochino dopo la sua nascita, ma è nato due settimane e mezzo dopo la data presunta del parto. Il suo viaggio di ritorno in Islanda era la stessa mattina in cui, alla fine, ho partorito. Quindi, a quel punto, eravamo rimasti soli. Noi e la nostra figlia maggiore che era alla scuola materna quella mattina. Quel giorno ho sentito le contrazioni e abbiamo dovuto chiedere al medico le gocce per indurre velocemente il parto, in modo che mio marito potesse andare a prenderla a scuola in tempo.

Alla nascita, il sistema nervoso e la vista di mio figlio non erano molto sensibili. Il suo intero sviluppo è stato un po’ più lento rispetto a quello degli altri miei figli. Era facilmente incline a infezioni e raffreddori. E poi, all’età di tre anni, ha cominciato ad avere brutti episodi di mal di testa che hanno fatto crescere sempre di più la mia preoccupazione per lui. In quel periodo ero incinta di 6 mesi del nostro terzo figlio.

Una sera, per la prima volta, gli è capitata una crisi chiamata assenza. E’ stato estremamente  spaventoso perché non avevo idea dell’esistenza di questa condizione. Era come se si fosse congelato, non sbatteva le ciglia, non emetteva alcun suono e le labbra hanno cominciato a colorarsi di blu. Ho notato un po’ di liquido scendere dal naso, finché improvvisamente ha cominciato a piangere e a vomitare dal fortissimo dolore alla testa. Non credo di essere mai stata così terrorizzata in tutta la mia vita, come in quel momento. E così abbiamo cominciato a portarlo da vari tipi di medici, i quali gli hanno fatto molti test diversi. Un dottore mi disse che questi episodi, solitamente, rimangono isolati. Ma è successo ancora, un mese dopo. Ha iniziato una terapia, ma nonostante stesse prendendo una gran quantità di farmaci, la sua condizione si è sviluppata in una vera e propria forma di epilessia. 

Avrei voluto vederlo stare bene, riprendersi. Lo speravo con tutta me stessa e ho iniziato una ricerca. Volevo risposte. Il mio povero bimbo era senza energie, si sentiva male e provava dolore per così tanto tempo che aveva reali difficoltà nel rimanere concentrato a scuola e a fare amicizia. Sembrava che non provasse interesse per niente.

Durante i test che ho fatto durante la sua gravidanza, ero risultata bassa di ferro e, ripensandoci, sono riuscita a vedere un legame con questo e la sua salute. Mi sono accorta che ogni volta che gli preparavo cena o cibo contenente ferro, lui mangiava molto e velocemente. Sembrava quasi che lo desiderasse più degli altri miei figli.

E, mentre leggevo e cercavo di conoscere di più sull’argomento, ciò che continuava ad emergere, sempre e ancora, era come l’apporto di ferro sia determinante per l’energia nel nostro corpo. Una notte ho avuto un’ illuminazione e tutto ha avuto un senso. Ho provato a dargli piccole quantità di ferro, ogni giorno, e ho subito notato alcuni miglioramenti. Ho chiesto al suo medico se potevamo abbassare il farmaco per vedere se ci fosse davvero un legame, ma mi è stato sconsigliato.

Sono allora andata a cercare un secondo parere. Ho conosciuto una dottoressa, madre di otto bambini; anche lei pensava non ci fosse alcun collegamento, gli esami del sangue erano positivi ma mi ha dato una possibilità. Abbiamo provato per alcuni mesi e piano piano abbiamo abbassato le quantità dei medicinali fino ad eliminarli completamente. Nessuna crisi. Nemmeno ora, dopo anni. E le cose vanno molto meglio. Le madri sono coloro che guardano i propri bambini mentre dormono, le madri conoscono ogni loro respiro. Abbiamo un istinto materno che è un vero e proprio dono della natura. E in alcuni casi dovremmo essere ascoltate, perché potremmo aver ragione 🙂

Come ti sei presa cura di te durante la gravidanza, cosa hai fatto per te? Quali suggerimenti per le nostre lettrici in dolce attesa?

Ho fatto del mio meglio per far sì che le mie giornate fossero tranquille e serene. Mi piace fare bagni molto caldi ma so che in gravidanza potrebbero essere dannosi e allora ho sempre mantenuto l’acqua a temperatura corporea. Mi piacciono così tanto i massaggi che anche un semplice massaggio ai piedi mi faceva sentire in paradiso. Mi sono sempre assicurata di mangiare bene, con prodotti freschi e sani. Per me, il cibo e il mangiare bene è sempre stato importante. Ho cercato di rimanere in forma e, ancora oggi, faccio esercizi con dei pesi leggeri per braccia e gambe. Ho anche cercato di non dare troppo peso ad ogni cosa, a non pianificare il mio parto e così via. Mi piace farmi trasportare e lasciare che la vita prenda la sua strada. Grazie a Dio, tutti i miei parti sono andati bene. Mio figlio ha avuto queste complicazioni nei primi anni di vita, ma dopo tutto posso dire che siamo stati benedetti. Credo fermamente che mangiare bene sia la chiave di una vita sana ma soprattutto durante questo periodo: sia prima che dopo la gravidanza e durante l’allattamento al seno.

Hai aperto un negozio in Islanda, proponendo prodotti biologici. Come è andata?

Vivendo all’estero ci siamo abituati ad acquistare i nostri cibi direttamente dai produttori o da negozi che ricevevano cibo direttamente dalle fattorie. Come uova fresche, frutta, verdura, carne e pesce. E’ molto diverso fare shopping in Italia rispetto all’Islanda. La verdura e la frutta italiane sono molto più fresche e gustose. La nostra medicina numero uno è il cibo. Mangiare bene e in modo sano. E preparare in casa i nostri pasti quotidiani è quello che preferisco.

Tornati a vivere in Islanda, abbiamo sentito il desiderio di aprire un negozio in versione islandese con prodotti provenienti direttamente dalle aziende agricole. Abbiamo girato a lungo, nel territorio, e abbiamo trovato alcune aziende agricole interessate a collaborare. Tutto ciò è avvenuto poco dopo il crollo economico quindi non abbiamo avuto grosse difficoltà sia nel trovare uno spazio adatto per aprire il negozio sia per acquistare tutti i contenitori per i prodotti. Fortunatamente, alla gente è piaciuta l’idea, era felice di sostenere le fattorie islandesi e di mangiare prodotti locali. Nel momento in cui abbiamo aggiunto alcuni prodotti di alta qualità provenienti dall’Italia, come olio d’oliva, cioccolato, ecc. abbiamo raggiunto il mix perfetto.

Sono passati alcuni anni e, purtroppo, il mio ex marito è stato colpito da una malattia molto grave. Abbiamo perso il negozio e nel frattempo abbiamo deciso che divorziare fosse la scelta migliore per i nostri figli. A quel punto ci siamo accorti che era più sano, sia per loro che per noi.

Il negozio esiste ancora, con nuovi proprietari. Si chiama Fru Lauga; ho lavorato per loro per un po’ ma poi ho sentito che dovevo andare avanti e costruire una nuova fase della mia vita.

Qual’ è la cosa che preferisci dell’essere mamma?

Oh, amo esserlo!! Adoro ogni singolo momento, soprattutto il suono delle loro piccole voci e le cose che dicono. Cerco sempre di ricordare che ogni fase è temporanea, a volte sono molto stanca e le cose sono difficili, ma poi sussurro a me stessa che tutto passa. E il tempo vola, forse troppo velocemente. La mia primogenita ora ha 21 anni e anche se le ho dato molto sento che forse avrei dovuto fare di più. Penso che ogni madre abbia questi pensieri, quindi il mio consiglio è quello di godere il più possibile del tempo che abbiamo insieme.

La cosa che, invece, ti piace meno?

Oh, è sempre stato difficile per me dire cose negative. Ma, naturalmente, essere madri a volte può essere difficile e caotico. Ogni tanto sento il bisogno di avere un po’ di pace. Spesso non riesco ad essere da sola nemmeno quando vado in bagno! Ma ora mi chiudo dentro, blocco la porta e quando vengono a bussare rispondo loro che è occupato 🙂

La sera, quando chiedono l’acqua (e questo accade più e più volte) dico semplicemente: “No, ormai la cucina è chiusa. E’ attivo il self-service ora” 🙂

Rakel mi ha raccontato che guarda al futuro con forza e speranza e si sta preparando per una nuova avventura: si sposterà per circa un anno nella campagna islandese. Trascorrerà del tempo a stretto contatto con la natura, vicino ai suoi figli e con nuove opportunità di lavoro. Non vedo l’ora di incontrarla di nuovo, di bere un altro tè in compagnia dei suoi racconti. Vorrei augurare il meglio a tutti loro, che possano così realizzare i loro sogni.

Se volete seguire la sua avventura, avrà una pagina Instagram dedicata al suo nuovo viaggio nella natura islandese @miomondo.skagafjordur.

Love, JM

EMBLA YR GUDMUNDSDOTTIR

Mamma di tre bambini, come gestisci una casa così affollata?

Beh, voglio dirti la verità. Sono estremamente fortunata. Ed è tutto molto divertente, Saga (mia figlia di 7 anni) e Dagur (mio figlio di 5 anni) sono ottimi amici (per circa l’85% del tempo passato insieme – e spero che durerà) e giocano sempre mentre allatto o addormento Blær (mia figlia di 6 mesi). È impegnativo, non fraintendermi, ma in modo positivo. Ora, per un anno, sarò a casa con la più piccola e la mia giornata tipo si svolge così: sveglia poco prima delle sette, ci si veste, facciamo colazione, ascoltiamo musica e poi mio marito Daniel porta Saga e Dagur a scuola, per le otto. Poi lui va a nuotare prima di lavorare, mentre io e Blær abbiamo un’ora solo per noi, prima che si riaddormenti di nuovo. Mentre fa il suo pisolino io pulisco casa, faccio le lavatrici, lavoro, mi faccio una doccia, bevo il caffè o riposo, tutto dipende dalla mia energia e dall’umore della giornata. I pisolini di Blær variano dai 30 minuti alle 2 ore. Alle volte, si addormenta di nuovo nel primo pomeriggio così andiamo a fare una passeggiata e prendiamo i suoi fratellini a scuola verso le quattro. Andiamo a casa e prepariamo la cena, faccio un pò di compiti con Saga, mangiamo alle sei, bagnetto per tutti e a letto alle otto. Blær è la prima ad andare a dormire e poi noi cerchiamo di leggere e trascorrere un momento a letto prima di dormire. A volte è difficile far sì che ognuno si calmi e si distenda ed io sono spesso stressata quando cerco di far addormentare tutti, ma cerco sempre di ricordarmi che è difficile tranquillizzare chi ho intorno se io per prima non lo sono..così, faccio un respiro profondo e mi rilasso. La maggior parte delle volte, funziona davvero. E, quasi sempre, vado a dormire anch’io nello stesso momento..

Come ben sai, in casa, le cose funzionano bene se la mamma non è stanca e quindi ho il dovere di prendermi cura di questo e di me stessa. Se sono troppo stanca, tutto mi esaspera, dalle pulizie alla preparazione dei pasti ecc. Se riposo, invece, è tutto ok, sorrido e sorridono anche i bambini.

Immagino che tuo marito lavori molto, hai qualche aiuto con i bambini?

Sì, senza alcun programma, solo quando ne ho davvero bisogno. L’aiuto arriva dalle nostre rispettive mamme. Entrambi (io e mio marito Daniel) abbiamo le migliori mamme del mondo che amano trascorrere del tempo con i nostri bambini. Quindi, se devo lavorare o studiare o incontrare i miei amici (che è una cosa che avrei bisogno di fare di più), le chiamo e chiedo se possono darmi una mano o due. Ma sono stata sul punto di contattare una babysitter per almeno 3 anni, per poter uscire con mio marito o con gli amici, vedere un film, fare una passeggiata o andare in piscina. Ci sto ancora lavorando – chissà a che punto sarò tra altri 3 anni.

Hai un lavoro incredibile come ostetrica, raccontami come ti sei avvicinata a questa professione e come funziona.

Beh, è ​​un po’ complicato. Sinceramente penso che dovesse andare proprio così. Quando ero ancora una bambina, in biblioteca, sceglievo i libri che parlavano della nascita, di come sono fatti i neonati e ne ero davvero affascinata. Ricordo che nelle docce della piscina che frequentavo, ammiravo le donne in gravidanza come dee ed ero veramente incantata da questo viaggio; inizialmente sarei voluta diventare un medico perché pensavo che fossero loro a far nascere i bambini, ma poi ho scoperto che mi sbagliavo. Qui in Islanda, loro hanno il compito di prendersi cura delle donne se qualcosa va storto, ma non si occupano di quelle che portano avanti gravidanze sane e nascite senza complicazioni. E’ stato facile scegliere, per me, sarei diventata un’ostetrica.

E’ meraviglioso fare questo lavoro. Sai, non è mai uguale. Durante la loro gravidanza incontriamo queste donne, ciascuna per almeno sette volte, le seguiamo nel travaglio e ci occupiamo di loro e dei neonati durante le visite a domicilio per altrettante sette volte durante i primi dieci giorni post parto; ogni volta è qualcosa di nuovo ed è estremamente gratificante. Spesso tornando a casa dal lavoro (dal reparto maternità dell’ospedale) mi ritrovo a sorridere camminando a dieci centimetri da terra. Lavoro a turni, quindi a volte è difficile tornare a casa senza aver davvero finito. Ad esempio, accade che dopo un lungo travaglio vorresti rimanere fino alla fine, per vedere la gioia negli occhi di questi nuovi genitori..ovviamente “fine” non è la parola più corretta, è un inizio, per loro.

Il momento più emozionante di questo lavoro, per me, è stato quando ho avuto l’onore di far nascere mio nipote ed i figli dei miei migliori amici; è stato semplicemente incredibile. Vedere mia sorella ed i miei amici durante il momento più importante della loro vita, vederne il lato vulnerabile ma anche quello più forte, è qualcosa che è davvero difficile da descrivere a parole.

Quanti anni avevi quando hai avuto il tuo primo figlio?

Avevo trentun anni e non potevo più aspettare. Ho finito i miei studi come infermiera ed ostetrica,  ho letto tutti i libri esistenti sulla gravidanza, sulla nascita e sui neonati. Ero veramente pronta a quel punto.

 

Come sono state le tue gravidanze? Come ti sei sentita?

Beh, onestamente, non sono state come me le immaginavo. Pensavo davvero che sarebbe stato romantico e magico ma per i primi tre mesi mi sono sentita sempre molto stanca e i turni al lavoro sono stati una vera sfida. Negli ultimi mesi soffrivo di mal di schiena e avevo difficoltà nei movimenti. Dovevo ricordare a me stessa che non ero più come prima, sai, la vita e le sensazioni provate non erano proprio le stesse ora che aspettavo un bambino. Ho imparato a riconnettermi con il mio io interiore e a riequilibrarmi. Una nuova vita stava crescendo dentro di me, dovevo smettere di provare a fare tutto quello che facevo prima e di avere le stesse aspettative, perché io non ero più la stessa, giusto? La vita da quel momento è davvero diversa. Ed è strano quanto fosse diventato sensibile il mio corpo. Ricordo le irritazioni alle gambe, ad esempio, la sera e durante a notte. Ho dovuto capire cosa fare per sentirmi meglio, come eliminare lo zucchero o usare meno sale. E’ stata una vera sfida, perché sono una persona che ama particolarmente sia lo zucchero che il cioccolato. Ho scoperto che stavo molto bene in acqua. Così, ogni giorno, andavo in piscina con una bottiglia d’acqua e usavo questo momento per concentrarmi sulla respirazione e per cercare un collegamento con il mio bambino. E’ stato molto importante per me, come fare una sorta di meditazione: mi ha insegnato a non dimenticarmi del mio piccolo e a lasciar scorrere la giornata, senza pretendere niente di più. Mi sentivo molto bene anche facendo yoga. Ho praticato lo yoga kundalini durante ogni mia gravidanza assieme ad un po’ di meditazione e tutto questo mi ha mantenuta in connessione con me stessa, mi ha dato il tempo per concentrarmi sul mio corpo e sul mio bambino e di sentire un po’ di quel romanticismo e di quella magia che ho sempre sognato.

Hai fatto qualcosa di specifico per te stessa durante la gravidanza o qualcosa che vorresti suggerire alle tue clienti o, in generale, alle donne in gravidanza?

Beh, date a voi stesse un po’ di tempo. Tempo per concentrarvi sul vostro corpo cercando di apprezzare il cambiamento; e se non vi sentite bene o se non riuscite a trovare serenità parlatene con la vostra ostetrica e chiedetele consigli. Penso che sia importante essere gentili con noi stesse. Ascoltare il proprio corpo e se si è stanchi, dormire di più. Bisogna cercare di trovare un buon equilibrio tra movimento e riposo. Le passeggiate e il nuoto sono attività ottime durante la gravidanza. E anche una dieta sana è importante: per il bambino, per la mente e il corpo. Cercate di essere positive, vivete l’evoluzione come una cosa meravigliosa. Il vostro corpo sta crescendo e tutta la vostra vita sta cambiando; è un enorme trasformazione crescere un bambino, si sta formando un piccolo essere umano ed è davvero incredibile. Lo sapevate che anche il vostro cuore diventa più grande? Il corpo inizia ad accumulare grasso in più, intorno allo stomaco e ai fianchi, per proteggere il bambino. Penso che quello che le donne affrontano sia qualcosa di molto potente, abbiamo il dono di nutrire e crescere una nuova vita. E’ un privilegio.

Sono sicura che tu abbia visto e sperimentato molto grazie al tuo lavoro, c’è qualcosa che vorresti condividere o consigliare alle nostre lettrici?

Solo di accogliere, tutto. Di ricordare ogni momento e scattare qualche foto. Di concentrarsi e godersi questo viaggio. La vita è così breve e preziosa, non dimentichiamo mai quanto siamo fortunati. Ne è così valsa la pena. Trovate il vostro benessere, parlate con il vostro compagno, con un amico o un familiare; non abbiate paura di chiedere aiuto o consigli, meglio se ad un’ostetrica o ad un medico. E, soprattutto, non esiste un modo giusto di essere, dovete solo essere voi stesse ed esserne orgogliose.

 

So che stai ancora allattando la tua piccola, ma sono sicura che lo hai fatto anche con gli altri due figli. Per quanto tempo allora e quanto tempo intendi farlo con lei?

Sì, sono stata fortunata ad allattare al seno senza complicazioni, finora. Il mio primo figlio per quasi due anni, ho fatto fatica solo nell’ultimo periodo perché ero incinta, molto sensibile ed i capezzoli mi facevano molto male. Poi ho allattato il secondo per un anno e mezzo ed ho intenzione di allattare Blær, la più piccola, finché andrà bene ad entrambe.

 

Incoraggi le tue clienti e le altre madri ad allattare? So che in Islanda è molto raro trovare una madre che non allatta, ho ragione?

Beh, in Islanda è un’eccezione che una madre non allatti, quindi sì. Durante la gravidanza chiedo  sempre alle donne se intendono allattare al seno e se hanno domande al riguardo. Poi diamo loro del valido materiale informativo e una volta partorito, chiedo se avessero previsto di farlo e se vogliono che io le aiuti ad attaccare il bambino la prima volta. Durante le visite a domicilio, per la prima settimana soprattutto, sia il tempo che le attenzioni si concentrano sull’allattamento al seno: come evitare complicazioni e come reagire se, purtroppo, arrivano. Io raccomando sempre l’allattamento per il neonato se non ci sono complicazioni, ma, se ci sono motivi per i quali la mamma non vuole o non può allattare, sostengo e rispetto assolutamente ogni madre nella  propria decisione.

Hai mai tempo per TE nelle vostre giornate? Se sì, cosa fai?

Sinceramente, molto poco. So che potrei ritagliarmelo ma,  purtroppo, non lo faccio. Credo che alla fine il “tempo per me” sia durante le mattine, quando bevo la mia seconda tazza di caffè, la mia piccolina fa il pisolino e tutti gli altri sono a scuola o al lavoro.

L’Islanda è uno dei pochissimi paesi al mondo che sostengono molto il parto naturale, le ostetriche ed i medici islandesi incoraggiano le madri ad avere fiducia in loro stesse durante il travaglio e, rispetto ad altri paesi, c’è un tasso molto basso di tagli cesarei. Cosa ci puoi dire su questo?

Sì, è vero. Penso che le donne islandesi abbiano un forte credo nella nascita naturale. L’intera esperienza è molto personale, unica, importante e può influire sulla società e sulla mentalità delle donne e delle loro famiglie. Credo che le ostetriche ed i medici islandesi siano consapevoli di questo e lavorino molto bene insieme, nel rispetto delle donne e prendendosi cura di esse e delle loro famiglie.

Cosa fate per mantenere vivo il vostro romanticismo con tutto questo caos? 🙂

Se devo essere sincera, trovo molto impegnativo riuscire ad essere una buona moglie e una buona amica mentre sto cercando di essere la madre che vorrei diventare. Quello che sto cercando di dire è che incanalando tutti i miei sforzi sul lato materno, mi vedo continuamente fallire nel lato romantico, nelle amicizie e nella carriera. Non fraintendermi, vorrei poter fare tutto. Ma non ci riesco. In questi anni sto cercando di concentrare me stessa sui miei figli e sul “noi” come famiglia – dico a me stessa che è soltanto una fase, che col tempo sarà più facile e arriverà il momento in cui potrò coccolare mio marito invece di crollare addormentata alle nove, la sera. E che sarò in grado di vestirmi bene e uscire per andare al cinema o per bere qualcosa con mio marito invece di dormire… convivo costantemente con un pizzico di senso di colpa; nel profondo sono consapevole che il matrimonio ha bisogno delle stesse energie che investo sui miei figli e che, alla fine, i miei amici potrebbero smettere di chiamarmi – lo so quindi, ma mi sembra di non poterci fare niente – sento che se non mi impegnassi nel prendermi cura dei bambini e, quando accade, nel pulire la casa o nel fare le lavatrici, tutto diventerebbe più difficile, sempre più grande e non riuscirei più a mantenere ogni cosa in un giusto equilibrio.

 

Qual è la cosa che preferisci dell’essere madre?

Immagino che sia tutto ciò che riguarda esserlo. Amo gli sguardi che ricevo, gli abbracci, le chiacchiere sincere prima di addormentarci, il divertirci insieme e la sensazione di essere amata, necessaria e del fare il meglio per loro. Cerchiamo di costruire bei ricordi insieme, il venerdì serata pizza, giochiamo a carte durante i fine settimana e così via. Penso che sia importante per tutta la famiglia. Ma quando vedo che stanno diventando persone forti con un cuore grande e gentile mi sento davvero orgogliosa.

 

E la meno preferita?

Non ne sono sicura. Forse la stanchezza, ancora una volta. Il fatto di dover dormire così presto la sera. O quando ci sono sfide particolari che arrivano, che in realtà sono solo fasi ed hanno un tempo molto limitato. Ad esempio, quando i miei bambini si svegliano durante la notte e non si addormentano immediatamente dopo averli tranquillizzati o cose di questo tipo. Devo solo ricordare a me stessa che sono momenti che non durano per sempre.

AZIONE CONTRO LA FAME 

Oggi voglio parlarvi di un problema che molti pensano appartenga al passato. E’ qualcosa di terribilmente attuale che ancora non riceve la giusta attenzione: la malnutrizione.

È una malattia che colpisce i più vulnerabili: anziani, donne incinte, neo mamme e soprattutto bambini. Nonostante possa essere prevenuta e curata, continua ad essere la principale causa di morte per 3 milioni di bambini, ogni anno.

C’è ancora poca consapevolezza al riguardo e molte persone non sanno esattamente cosa significhi, quindi voglio condividere con voi quello che ho scoperto personalmente.

Esistono due tipi di malnutrizione infantile. La «malnutrizione cronica» (o stunting) ovvero il risultato di una carenza, prolungata nel tempo, dei nutrienti base fondamentali per lo sviluppo nei primi 1.000 giorni di vita del bambino. Questo tipo di malnutrizione comporta danni irreversibili allo sviluppo psico-fisico, indebolisce il sistema immunitario contro le malattie e riduce le abilità cognitive. Attualmente, nel mondo, 154 milioni di bambini sotto i 5 anni soffrono di questa malattia, un dato che mi ha profondamente sconvolta.

Il secondo tipo di malnutrizione, la «malnutrizione acuta», si sviluppa rapidamente, nel giro di pochi giorni o poche settimane e viene rilevata misurando la circonferenza del braccio superiore del bambino attraverso uno specifico braccialetto chiamato “MUAC”: quando ho visto fino a che punto può ridursi il braccio di un bambino ho sentito una fitta al cuore, è terribilmente impressionante.

Spesso, la malnutrizione acuta è causata da una combinazione di scarsità di nutrienti ed infezioni o malattie portate da acqua contaminata. Può essere «moderata» o «severa», quest’ultima la forma più letale. Nel mondo, ne soffrono 52 milioni di bambini sotto i 5 anni. Quando mi hanno detto che questo dato significa che viene colpito un bambino su 12, non ci potevo credere!

Benché l’Africa sia il continente con la più alta percentuale di bambini malnutriti, in realtà il maggior numero di bambini malati si trova in Asia, con 27 milioni solo nel Sud-Est asiatico.

E come se non bastasse per rendere tutto questo inaccettabile, va considerato un ulteriore dettaglio: le soluzioni per curare la malnutrizione esistono, sono davvero efficaci e a basso impatto economico. Nel 1993, in Rwanda, “Azione contro la Fame” è stata la prima organizzazione umanitaria a testare con successo una speciale formula di latte terapeutico, altamente digeribile e ricco di elementi nutritivi in grado di curare bambini severamente malnutriti. E nel 1997, in Ciad, la stessa organizzazione ha testato con successo una tipologia di cibo terapeutico pronto all’uso (RUFT): un alimento altamente nutritivo a base di farina di arachidi arricchito con vitamine, sali minerali e grassi vegetali; può essere utilizzato anche fuori dagli ospedali, senza bisogno di acqua e senza la necessità di essere refrigerato o preparato.

Il cibo terapeutico pronto all’uso è un alimento salva-vita, semplice ed economico che ha avviato una rivoluzione nella cura della malnutrizione. Pensate, infatti, che una confezione di questo alimento costa appena 25 centesimi e che in moltissimi casi ne basterebbero solo due al giorno per un periodo di 4 o 8 settimane (a seconda di quanto è avanzata la malattia) per far tornare in salute un bambino malnutrito. E’ incredibile vederne il cambiamento nelle immagini del prima e dopo!

Eppure, anche se esistono queste terapie validissime, solo il 20% dei bambini malnutriti ha effettivamente accesso alle cure. Ed è intollerabile.

Per questo, il 16 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, sarò al fianco di “Azione contro la Fame”, un’ organizzazione umanitaria internazionale, leader nella lotta contro la malnutrizione. Potete sostenere anche voi quest’associazione scaricando l’immagine Facebook per la campagna #inaccettabile a questo link e aiutarci così a diffondere il messaggio che morire di fame è inaccettabile.

Se volete, potete anche fare una donazione tramite

IBAN: IT38A0335901600100000103078

oppure sul sito

azionecontrolafame.it

Love JM

IL PARTY DI MOTHER’S SPELL

Un party per festeggiare l’estate e il fatto che, dall’inizio di gennaio fino ad oggi, il successo di Mothers Spell è andato al di là di tutte le mie aspettative. Sono davvero felice di vedere così tanto interesse per il blog e, soprattutto, lo sono per tutte le email e le storie che molti di voi hanno condiviso con me.

Il team di “Ila Malù”, le mie ragazze preferite in tutta Brescia, sono riuscite ad allestire il party esattamente come lo immaginavo. Una bellissima squadra di mamme che lavorano sodo e con grandi ambizioni; ho avuto l’immensa fortuna di incontrarle, lasciarmi ispirare dalla loro creatività e dai loro super poteri.

Sono stata qualche volta a pranzo da “Al Fresco” e devo dire che amo molto questo posto; il loro giardino, poi, è davvero incantevole. È piacevole per un pranzo o una cena perché è molto tranquillo e non sembra nemmeno di essere a Milano. Abbiamo solamente aggiunto l’energia di Mothers Spell, la magia e le vibrazioni positive di tante bellissime persone, dai nuovi amici a quelli di sempre.

Inoltre, sono stata molto felice di presentare “Support Syrian Children” a tutti gli invitati, un gruppo di mamme lavoratrici che ogni mese organizza e raggiunge il confine siriano con beni di primo soccorso necessari a bambini e famiglie. Ora, insieme a Mothers Spell e con il sostegno di molti di voi, stiamo cercando di costruire il nostro primo orfanotrofio. Essere consapevole della sofferenza di così tanti bambini in tutto il mondo mi distrugge, completamente. Sia come persona che come madre. E’ da molti anni che sogno di poter fare qualcosa di simile e con l’aiuto di “Support Syrian Children” lo stiamo realizzando.

Se siete interessati e avete la possibilità di fare una donazione, ecco i dati:

children8

IBAN

IT89V0521651680000000090881

E poi l’azienda “SEP Jordan” , che si avvale di un team di donne estremamente talentuose che, nel campo profughi di Gerasa, in Giordania, ricama a mano accessori moda unici. Se siete interessati potete trovare il loro prodotti su www.sepjordan.com e dare un’occhiata. Ho chiesto loro di ricamare il logo di Mothers Spell sulle nostre borse e lo hanno fatto splendidamente; 100 ospiti hanno lasciato il party con una borsa speciale: un dono da parte di Mothers Spell per ringraziarvi del  sostegno e, in piccola parte, aiutare queste donne. Spero che questi prodotti possano piacervi, sappiate che sono fatti con tanto amore e molta attenzione. Stiamo lavorando per poterne fare di più e spero che presto riusciremo a venderle anche qui sul blog: stay tuned!

Quella notte ha portato con sé moltissime emozioni: ogni angolo racchiudeva qualcosa di speciale, la musica era meravigliosa ed era un bel po’ che non vedevo così tanti visi sorridenti, tutti insieme.

Cambierò di nuovo lo slide show del blog per potervi mostrare le immagini di quella magica notte e ne metterò qualcuna in più anche qui, per farvi vivere un po’ delle sensazioni provate.

Con amore e gratitudine, JM