
Probabilmente il titolo vi sembrerà un po’ strano ma, se ho stuzzicato il vostro interesse, vi consiglio di continuare a leggere. Ho cercato di non dilungarmi troppo ma temo di essermi fatta prendere dall’entusiasmo! E’ il mio primo pezzo “pubblicato” e questo mi agita un pochino.
Ma ormai, eccomi qui.
Sono mamma di un’adolescente meravigliosa di quasi 15 anni (nella versione inglese originale ho scritto “mum” che è tipico delle mie origini canadesi). Lei è l’amore della mia vita ed è molto facile essere la sua mamma. E’ sempre stato così e sempre lo sarà, o meglio, speriamo. Comunque sia, l’unica cosa che molti potrebbero considerare come “difficile” da gestire riguardo mia figlia è la sua dieta senza glutine, una sfida che stiamo affrontando dal 2010. E no, questo viaggio non è stata una scelta dettata dalla moda del momento o dal voler intraprendere una dieta per piacere. Siamo stati costretti ad adottarla. Mia figlia, dall’età di circa 5 anni, lamentava spesso un dolore allo stomaco. Ho provato a capire l’esatta posizione di questo dolore e a farle domande appropriate per la sua età su come si sentiva, come, ad esempio: ”senti nausea o come se ti stesse pungendo un oggetto appuntito?” Forse domande troppo difficili per i suoi 5 anni anche se mi rispondeva che era una combinazione di entrambi. Quindi, riassumendo, se i vostri bambini lamentano questo dolore tagliente potreste prendere in considerazione di fare qualche esame per la celiachia..
La celiachia è un disturbo autoimmune e l’aspetto positivo di questa condizione è che è possibile tenerne a bada i sintomi SOLO seguendo una dieta molto ferrea. Quindi assolutamente NIENTE glutine. La contaminazione incrociata durante la preparazione e la manipolazione degli alimenti è molto facile e bisogna stare davvero attenti: non serve essere proprio celiaci, esistono anche persone che sono particolarmente sensibili alla proteina del glutine. Si arriva all’eliminazione tassativa di alcuni cibi ed è piuttosto difficile a volte, poiché una persona sensibile che consuma anche solo una minuscola quantità di glutine può ritrovarsi a soffrire violentemente in pochi secondi. Mia figlia non ha un’allergia quindi il glutine non l’attacca in questo modo. Quello che è successo a lei è che da quando abbiamo scoperto questa cosa e lo abbiamo eliminato completamente dalla sua dieta, il suo corpo ha iniziato un periodo di riparazione. In un anno senza il glutine che avvelenava il suo sistema, ha avuto una spinta davvero importante per il suo sviluppo: è cresciuta, e molto!
La peculiarità di questa nostra avventura sta nel fatto che l’avevamo portata da diversi medici riguardo a questi dolori ma la maggior parte ci liquidava come se fosse una comune malattia infantile. Nel 2007 ci siamo trasferiti in un nuovo quartiere e la pediatra che avevamo scelto era di origini greche. Quando ci siamo incontrati per il controllo annuale le ho spiegato che aveva persistenti dolori allo stomaco, sin dalla prima infanzia. Senza perdere tempo la dottoressa mi ha chiesto subito se avessi mai sentito parlare di una condizione chiamata celiachia. Ce..li..a – cosa? Qualsiasi parola riguardante il nostro bambino che termina con la parola “malattia” basta per metterci sull’orlo di un attacco di panico. Poi ha continuato a spiegarlo in termini medici, difficili da comprendere per me. Ha detto, inoltre, che il motivo per cui non ne avevamo mai sentito parlare e che non ci era mai stato menzionato dai medici nordamericani era perché era ancora qualcosa di relativamente sconosciuto. Questa malattia è però ben nota in Europa, soprattutto nei paesi mediterranei occidentali, come l’Italia, dove la presenza della celiachia è abbastanza elevata. Credo che mia figlia abbia una predisposizione genetica a questo perché i miei genitori sono italiani. I soggetti portatori presentano uno o entrambi i geni HLA DQ2 e DQ8. Comunque ecco qui una rapida spiegazione della celiachia trovata sul dizionario:
“un disturbo ereditario del sistema digerente che coinvolge l’intolleranza al glutine; si verifica solitamente nei bambini piccoli ed è caratterizzato da un marcato gonfiore addominale, malnutrizione, perdita di peso e da feci maleodoranti di grandi dimensioni”.
La dottoressa ha spiegato che delle semplici analisi del sangue avrebbero potuto determinare se mia figlia ne stava soffrendo, e, per un’accuratezza totale e per escludere qualsiasi altra cosa bisognava anche procedere con una biopsia al suo piccolo intestino. Abbiamo iniziato con le analisi e la settimana successiva abbiamo ricevuto la chiamata dal medico che ci ha confermato la positività del test. Il passo ulteriore è stato la “temuta” biopsia e mia figlia ha dovuto continuare a consumare glutine fino a quel giorno.
Il giorno della biopsia è poi arrivato ed io in quella stanza sono quasi svenuta. Lasciatemi dire che non è per niente divertente guardare la propria bambina di 8 anni andare sotto anestesia. Io e suo padre eravamo davvero spaventati ed anche lei era molto agitata. Stare a guardare l’espressione del suo viso addormentarsi era sufficiente a traumatizzare qualcuno. Sono passate settimane ed è stato determinato oltre ogni ragionevole dubbio che la mia bambina era celiaca. E adesso? Dovevamo incontrare un nutrizionista. Cambiare interamente il nostro stile di vita. In teoria, sembrava abbastanza facile. Il medico ci ha spiegato che i suoi livelli si sarebbero normalizzati grazie ad una dieta rigorosa e priva di glutine. Eliminare grano, avena, orzo, segale ecc.. semplice no? Ma non così rapido. Lei aveva solo 8 anni ed era in una classe piena di bambini che festeggiavano i compleanni ogni mese con torte e cupcake. Inoltre, le alternative senza glutine in commercio hanno spesso le quantità di zuccheri triplicate. Per non parlare del loro costo assurdo o del fatto che da quel giorno sarei stata costantemente costretta a pensare ad alternative nella sua dieta che non contenessero pasta, pane ecc.. Questo maledetto glutine è nascosto quasi in tutto. Vuoi della liquirizia? Per dire, io e mia figlia la adoriamo, ma la maggior parte delle marche in commercio contiene glutine. E’ presente anche in quegli ingredienti dalla pronuncia difficile, chimici e complessi come l’Avena sativa ciclodestrina ad esempio, che comunque dovremmo fare attenzione a consumare indipendentemente da tutto.
L’unica cosa che mi ha salvato da una crisi epica (sicuramente Dio ha un piano misterioso per ognuno di noi) era che circa 6 mesi prima della diagnosi avevo preso parte ad un corso online in materia di nutrizione. Ha un che di divertente non credete? Lo stesso corso al quale anche Johanna ha partecipato senza che ci fossimo mai incontrate. Fortunatamente, sono cresciuta mangiando sempre bene. Principalmente con prodotti biologici e naturali forse dovuto anche al fatto che i miei genitori erano italiani; un giorno si stabilirono in Canada armati di talento e amore per il giardinaggio e per il cibo fresco e delizioso fatto in casa. Sotto casa avevamo un grande giardino pieno di buoni prodotti come pomodori, zucchine e melanzane. Alberi da frutto come peschi, albicocchi, ciliegi e fichi. Ahh, che nostalgia, ma questa è un’altra storia. Abbiamo sempre mangiato sano e ogni sera ci aspettava sempre un gustoso piatto preparato dalle meravigliose mani della nostra mamma; i pasti erano il momento della famiglia. Comunque sia, nonostante abbia sempre mangiato bene non avevo ancora idee delle funzioni e degli scopi nutrizionali di vegetali o proteine del cibo. In breve, perché mangiamo quello che mangiamo? Il corso che ho fatto mi ha aiutata in quanto ha reso più semplice lo sforzo dell’eliminazione del glutine, senza che questa difficoltà mi travolgesse.
La faccio breve; mia figlia ora è in piena adolescenza e la sua condizione non pregiudica i rapporti con gli altri. I suoi livelli si sono normalizzati completamente. È diventata un portiere di calcio: è alta, forte e tosta. Gioca 15 ore alla settimana in 2 diverse squadre molto valide. Inoltre, dato che abbiamo messo radici in 3 paesi diversi (viviamo negli Stati Uniti ma durante l’anno siamo anche in Canada e in Italia), devo dire che proprio in Italia ho avuto il maggior riscontro positivo sulla conoscenza della celiachia. Possiamo cenare liberamente al ristorante e non mi è mai capitato di incontrare camerieri impreparati quando viene loro chiesto “senza glutine, per favore”. Sembrano avere tutti una buona conoscenza di questa condizione e della preparazione alimentare abbastanza complicata che comporta.
Anche Vancouver è un luogo dove ho incontrato preparazione e varietà di piatti senza glutine. Penso che questo abbia a che fare con la cultura sana, consapevole e un po’ hippie di questa grande città. In ogni caso, è un posto relativamente semplice da visitare se soffrite di celiachia e volete mangiare bene. Per la mia esperienza, poi, NYC è la città che offre più opportunità ed opzioni ma forse è perché viviamo qui e abbiamo imparato a muoverci bene nella nostra ricerca del senza glutine.
Ho scritto questo articolo nella speranza che possiate raccogliere alcune informazioni utili.
Se volete provare a testare un diverso stile di vita per voi o per la vostra famiglia.
Che possa essere un campanello d’allarme il fatto che vostro figlio soffra di dolori allo stomaco o che abbia un temperamento caratterizzato da scatti d’ira, rabbia ecc. Mia figlia ha un carattere molto calmo ma ricordo che quando ancora non sapevamo della sua condizione capitava che dopo un giorno intero di consumo di carboidrati contenenti grano, aveva scatti d’ira inspiegabili. Eliminato il glutine non è più accaduto.
Di seguito vi elenco alcune delle nostre aziende preferite che producono prodotti “gluten-free” e molti di questi provengono dall’Italia. Inoltre, io che non sono celiaca ma seguo una dieta senza glutine per stare più vicina a mia figlia, posso ammettere con sincerità che mi sento più leggera e trovo la mia pelle più pulita e luminosa.
Pasta:
Rummo
Le Veneziane (brand italiano e mio preferito)
Bionaturae
Ancient Harvest
Farina:
Bob’s Red Mill
Linee con vari prodotti:
Schar (altro brand preferito, anch’esso italiano)
Glutino
Pamela’s
Ne scopriamo quotidianamente di nuovi e devo dire che il negozio di alimentari che frequentiamo ha una grande varietà di prodotti.
Inoltre, se vivete a Nyc, posso dirvi che il “Celiac Disease Center” centro specializzato proprio nella Celiachia presso la Columbia University Medical Center è davvero eccellente.

