
Una settimana fa ero a Londra per un progetto di Mothers Spell: un viaggio durato tutto il fine settimana con la possibilità di fare alcuni meeting importanti per il mio lavoro. Ero li da sola, per due giorni, senza la mia piccola famiglia. Beh..è stato stranissimo! Qualcosa di così straordinario ma allo stesso tempo disorientante. Non avevo idea di cosa fare, da sola, con me stessa. Ho cominciato a camminare, a gironzolare cambiando continuamente direzione e cercando di organizzare la mia giornata. Ma non avevo idea di come pianificare un giorno intero senza aver alcun vincolo e con così tanto tempo libero. Dopo un primo pomeriggio passato tra passeggiate e riflessioni, idee per Mothers Spell e sulla maternità in generale, pensando alla mia famiglia mi sono resa rendo conto che il concetto più forte nella mia mente era la maternità. Quanto fanno le madri ogni giorno e per quanto lo abbiamo fatto nel tempo.
Mi sono ricordata delle mie due nonne, donne incredibili, che hanno lavorato così duramente durante tutta la loro vita; hanno cresciuto rispettivamente 5 e 4 figli, con poco più di un anno tra uno e l’altro. Sono rimaste a casa e allo stesso tempo hanno continuato a lavorare. Sono entrambe molto forti e capiscono tutto ciò di cui parlo quando mi racconto. Sanno sempre dare i consigli migliori e quando chiedo loro come hanno fatto a fare tutto questo mi sorridono in un modo così dolce e rilassato dicendomi: “Johanna, non ne ho idea, ho fatto solo ciò che andava fatto.” Ed è questo che stiamo facendo, ancora. Ogni madre, in tutto il mondo. Le mie nonne hanno entrambe combattuto per i diritti delle donne attraverso gli anni, insegnandoci a diventare delle buone persone e a sfruttare al meglio ogni momento; amandoci e raccontando le storie di come si viveva ai loro tempi. Ascoltando i loro racconti e vedendo i cambiamenti di pensiero avvenuti nel corso degli anni nei confronti di donne e madri, sento di voler continuare a combattere per i nostri diritti. Poiché siamo nel bel mezzo di enormi cambiamenti ed esistono molte possibilità di miglioramento. Sono grata a queste donne così belle e potenti per tutto ciò che hanno fatto.

Anche la mia mamma è una donna molto forte. Ha realizzato davvero tanto e completamente da sola. Senza nessun uomo al suo fianco e tutto quello che ha fatto lo ha ottenuto lavorando duramente. So bene che là fuori esistono molte donne con uomini accanto, ma sono sempre loro a gestire le cose: donne, madri.
Sabato mattina ero nella mia stanza, a Londra; ero concentrata e cercavo di raccogliere tutti i miei pensieri. Ho fatto un piccolo video in Instagram chiedendo a tutti di fare una riflessione sulla maternità e ho chiesto quale significato avesse avuto per ognuna di voi. Ho ricevuto molte e bellissime e-mail e vi ringrazio davvero per avermele scritte, sono state di grande aiuto. Una in particolare mi ha colpito, ho in qualche modo sentito ciò che questa madre ha provato. Le ho chiesto se potevo pubblicarla qui e lei ha acconsentito.
Ecco qui la sua lettera,
Ho appena visto il video su Instagram, in cui si parla di maternità..e ho deciso di condividere la mia piccola esperienza.Ho un bellissimo bambino che avrà 1 anno a marzo e l’unica cosa certa che sentivo nella mia vita era che sarei voluta diventare mamma.
Mi sono preparata a questo ruolo per anni (se ci si può davvero considerare preparati a tutto questo!!) leggendo libri, facendo la babysitter e parlando con altre mamme; e dentro di me è cresciuta l’idea di che tipo di madre sarei stata.
Una mamma calma e attenta, consapevole del suo ruolo. Un tipo di educazione che non ho sperimentato nella mia vita e che non è molto comune nel luogo dove vivo.
Credo che negli ultimi 10 anni la maternità sia molto cambiata: a differenza delle nostre nonne o delle nostre madri, noi, scegliamo di esserlo e possiamo anche scegliere che tipo di madri diventare. Credo che un tempo, le donne, fossero meno consapevoli del risultato delle loro azioni e anche meno interessate all’educazione.
Non che non amassero i loro figli, certo, ma penso che si chiedessero molto poco riguardo a cosa fare con i bambini: facevano esattamente ciò che le loro madri avevano fatto con loro.
Al giorno d’oggi abbiamo internet, abbiamo tante informazioni circa la maternità, leggiamo i blog ed entriamo in contatto con altre culture.
Questo è positivo, ma anche molto stressante. Abbiamo così tante aspettative riguardo noi stesse e la nostra vita, e, a volte ci sentiamo sopraffatte.
E sì, come dici tu, ci viene riconosciuto così poco per il nostro lavoro. O meglio, veniamo pagate ogni giorno con l’amore, i baci e i sorrisi dei nostri piccoli, che è la miglior retribuzione che avrei mai potuto chiedere.
Ma la società non sostiene la maternità.
Prima di avere il mio bambino lavoravo a tempo pieno, ma dopo la sua nascita ho capito che non avrei voluto continuare a lavorare tutto il giorno.
Avrebbe significato stare lontana da lui dalle 8 del mattino alle 18.30 di sera.
E lui avrebbe trascorso tutta la sua giornata con qualcun altro; un’altra persona avrebbe visto i suoi sorrisi, lo avrebbe tenuto il braccio, lo avrebbe fatto addormentare e sarebbe stato il viso di quella persona che lui avrebbe visto, svegliandosi.
Non avrei potuto sopportarlo.
Ho chiesto una riduzione di orario (non potevamo permetterci di vivere con il solo reddito di mio marito) e me lo hanno negato. Il mio capo ha detto che le madri non fanno bene il loro lavoro, sono sempre a casa perché i bambini sono malati e non si concentrano più come prima.
Ero ad un bivio: lavorare a tempo pieno o licenziarmi.
Ho deciso di licenziarmi.
E nessuno, tranne mio marito, è stato al mio fianco. Ogni persona con cui ho parlato pensava che stessi sbagliando, che stessi facendo un enorme errore e che non avrei mai potuto trovare un lavoro part-time. Nessuno capiva le mie ragioni anche se erano molto semplici: volevo solo stare con il mio bambino. Non l’ho dato alla luce per farlo crescere senza di me. So che tante madri lo fanno ma penso che sia molto triste.
Quando ho sentito le tue parole su Instagram ho pensato solo a questo: è vero. Il lavoro di una madre è sottovalutato. Se una donna sceglie di essere madre e di stare con i suoi figli è automaticamente una fallita. La nostra società ci vuole madri lavoratrici, madri perfette e partner amorevoli. Penso che sia una grande trappola. La società non capisce quanto sia importante il nostro lavoro quotidiano: stiamo crescendo la prossima generazione e se vogliamo che siano meglio di noi dobbiamo essere presenti.
Questo è quello che penso e mi dispiace aver scritto tanto, ma credo che si possa capire cosa intendo.”
Ho scoperto che questa mamma è anche un blogger:
Spero che troviate un po’ di conforto nelle sue parole, se vi trovate nella stessa situazione.
Credo che Ie madri siano le migliori lavoratrici perché riescono a fare così tanto, in poco tempo.
E facciamo davvero molto, ogni giorno. E’ ingiusto pensare che se ci prendiamo un po’ di tempo dal lavoro per stare con i nostri figli e per non perdere momenti importanti della loro crescita, diventa poi così difficile trovare un nuovo posto di lavoro. Essere madre è una cosa positiva. Abbiamo bisogno, infatti, di più madri nei lavori più importanti. Mi piacerebbe vedere più madri come presidenti. Ma, fino adesso, niente ci ha ancora fermate.
Spero di vedere presto questo cambiamento, nel nostro mondo. Criticare meno il prossimo e spingerci in avanti. Guardare in alto, lontano e raggiungere l’obiettivo!
Love, JM
@Photo, www.mamafedona.com


